Intolleranza al Lattosio


L' intolleranza al lattosio è l'incapacità di digerire lo zucchero del latte ed è causata da un deficit della lattasi, enzima responsabile della scissione del lattosio in due zuccheri semplici:galattosio e glucosio. Circa il 50% della popolazione mondiale è intollerante al lattosio. Esiste una forma congenita ed una forma acquisita: la forma congenita si può manifestare nel lattante sin dalla nascita, oppure tardivamente, nell'adulto; la forma acquisita è secondaria ad altre patologie acute ( salmonellosi, colera, enteriti acute) o croniche (celiachia, morbo di crohn, linfomi, enteriti, alcolismo cronico, disordini nutrizionali, terapie farmacologiche o interventi chirurgici)
L'intolleranza al lattosio si può manifestare con nausea, gonfiori, crampi addominali e diarrea

 
Come si manifesta?
Il lattosio non idrolizzato (non digerito) raggiunge il colon esercitando un effetto osmotico che provoca richiamo di acqua e di elettroliti nel lume intestinale, fermentazione batterica dello zucchero e formazione di acido lattico e di acidi grassi a catena corta. Ne consegue un quadro clinico caratterizzato da gonfiore e distensione addominale, diarrea, dolori addominali di tipo crampiforme, flatulenza. Tali sintomi si possono presentare singolarmente o in associazione. Inoltre questa patologia è spesso associata alla retto-colite ulcerosa alla sindrome del colon irritabile.
Come si cura l'intolleranza al lattosio?
Con una Terapia Alimentare che esclude dalla dieta gli alimenti contenenti il Lattosio per un periodo di tempo che varia dalle 4 alle 12 settimane, con la successiva verifica mediante H2 Breath Test di controllo. Gli alimenti verranno poi gradualmente introdotti nella dieta.
Quali test per l'indagine?
 
 
 
BREATH TEST PER L'INTOLLERANZA AL LATTOSIO
La normale procedura del Breath Test richiede mediamente 4 ore, durante le quali lo specialista effettua da 5 a 9 misurazioni del respiro del paziente, una “a digiuno” e le altre (una ogni 30/60 minuti) dopo l'assunzione del lattosio. Ciò richiede al paziente di doversi organizzare con il lavoro, la casa, la scuola (nel caso dei bambini). Purtroppo, non tutte le strutture ospedaliere forniscono questo servizio e comunque, di solito, è presente una lista di attesa che può essere anche di qualche mese.
Il vantaggio del Kit di "auto-prelievo" è quello di rendere effettuabile il prelievo dei campioni senza dover necessariamente perdere un giorno di scuola o di lavoro.
Non solo: a meno di circostanze particolari (ad esempio l'assunzione recente di antibiotici) il test è effettuabile nel giro di un paio di giorni.
Ogni Kit contiene 5 sacche a tenuta certificate per la durata di 36 ore, le etichette adesive per identificarle e le istruzioni per il loro uso.
Seguendo le indicazioni dello specialista per la dieta che è necessario seguire prima di effettuare il test, al mattino presto viene riempita la prima sacca, viene bevuta la soluzione di lattosio e poi vengono riempite le restanti sacche, una ogni ora.
Al pomeriggio, le sacche con i campioni di espirato vengono portate allo specialista, che provvede a collegarle all'apparecchio per la misurazione. Ciò richiede meno di 10 minuti ed il referto è subito disponibile.
 
 
TEST GENETICO PER L'INTOLLERANZA AL LATTOSIO
 
L'intolleranza al lattosio può manifestarsi in qualunque momento della vita e sebbene non sia frequente la comparsa dei sintomi prima dei 4-6 anni di vita, non è detto che ciò non possa accadere.
Tuttavia, nella maggior parte dei casi i sintomi emergono più avanti, sempre in età pediatrica oppure in età adulta.
Questi casi possono essere evidenziati ed in un certo senso “previsti” grazie al test genetico GeneLAC, infatti,evidenzia la presenza di quelle condizioni genetiche che predispongono un soggetto a sviluppare l'intolleranza al lattosio.
Per questo motivo, il test èparticolarmente indicato ai pazienti che abbiano dei familiari per i quali l'intolleranza al lattosio sia già stata diagnosticata, ma è utile anche a tutte quelle persone che, in un certo momento della loro vita, iniziano a notare l'insorgenza di disturbi gastrointestinali a seguito dell'ingestione di proteine del latte e che magari siano già risultate negative a test allergici.
La positività al test segnala una predisposizione ma non comporta necessariamente la certezza della comparsa della patologia.
Studi recenti mostrano che i risultati del Breath Test e quelli del test genetico sono quasi perfettamente sovrapponibili in termini di specificità e sensibilità sui soggetti al di sopra dei 16 anni. Ciò conferma la validità dello screening genetico per l'intolleranza al lattosio.


Se scoprite di soffrire di questa intolleranza, dovrete ovviamente escludere dalla vostra alimentazione il latte e tutti i suoi derivati:

 

·       Latte vaccino (sia in polvere sia fresco, sia scremato sia intero);

·       Burro, panna e yogurt (di tutti i tipi);

·       Formaggi (tutti i tipi, compresi grana e parmigiano);

·       Lattosio (compresi i granuli omeopatici);

·       Latta di capra, latte di pecora e tutti i latticini da essi derivati.

 

Dovrete inoltre fare attenzione a una serie di cibi preparati che possono contenere latte:

·       Biscotti (con latte o burro negli ingredienti);

·       Cioccolato al latte, crema di pasticceria, crema di whisky;

·       Gelati a base di latte;

·       Margarine (alcune contengono latte);

·       Bovini (manzo, vitello, bresaola);

·       Agnello e capretto;

·       Prodotti che contengono latte in polvere;

·       Salse;

·       Ragù;

·       Polenta;

·       Purè di patate;

·       Ripieni di alimenti surgelati;

·       Salumi in genere (contengono latte in polvere per amalgamare le carni);

·       Prosciutto cotto (normalmente viene cotto nel latte).

 Se avete identificato il latte come il vostro "nemico" temporaneo, troverete di seguito dei suggerimenti per fare in modo che la sua assenza sia il meno dolorosa possibile:

·       Se siete abituati a fare una colazione a base di latte, potreste sostituirlo con latte di soia o di avena o di riso o di mandorle.

·       Per sostituire i dolci a base di latte, potete fare un ciambellone in casa utilizzando l’olio extra vergine di oliva al posto del burro, e uno dei tipi di latte di origine vegetale elencati nel paragrafo precedente al posto del latte di mucca. In alternativa, potete acquistare uno dei molti prodotti dolciari privi di latte che si trovano in commercio;

·       Per quanto riguarda gli affettati, potete chiedere al vostro salumiere di fiducia di darvi quelli privi di lattosio; alcuni affettati come il prosciutto cotto vengono cotti nel atte oppure possono contenere polvere di latte.

·       Se volete comprare dei prodotti surgelati o da forno ma non siete convinti che siano privi di latte e dei suoi derivati, prima di acquistarli leggete bene le etichette;

·       Se vi viene voglia di cioccolato potete optare per quella fondente senza latte, se invece vi viene voglia di un bel gelato ne potete scegliere uno alla frutta (i gelati alla frutta vengono generalmente preparati con acqua anziché con latte, a eccezione di quello alla banana). Altrimenti potete sempre chiedete un gelato senza lattosio, preparato con latte di soia o di riso (oggi è possibile trovarlo in molte gelaterie).